I quattro atteggiamenti. Io, tu, noi

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Per meglio conoscersi abbiamo pensato di usare un gioco e cominciare a ’chiacchierare’

Abbiamo pensato di creare una relazione tra i ragazzi che, proveniendo da scuole e percorsi diversi, avrebbero potuto avere difficoltà ad esporsi e raccontarsi in un’intervista che, seppure breve, richiede che ci si ’metta in gioco’. Visto che il tema del lavoro svolto alla scuola De Sanctis è stato il ’conflitto’ abbiamo pensato di riprendere l’argomento a partire dal ’vissuto’ emotivo dei ragazzi.

Abbiamo posto una domanda chiara e definita: Quale atteggiamento assumo, in genere, rispetto ad un conflitto?

Abbiamo messo quattro cartelli agli angoli della classe e su ogni cartello abbiamo scritto le seguenti frasi:

Lo evito Cerco una mediazione Mi scontro Non me ne importa niente

Abbiamo chiesto ai ragazzi di pensare per un minuto a come ognuno di loro, tende a comportarsi in situazioni di conflitto e, poi, di prendere posizione davanti al cartello che meglio poteva rispondere all’atteggiamento assunto di solito.

E’ seguita una discussione all’interno di ogni gruppo che si è formato dalla quale sono emersi i ’vantaggi’ e gli ’svantaggi’ di ogni posizione. Un portavoce per ogni gruppo ha esposto a tutti gli altri, in plenaria, quanto emerso nel lavoro collettivo e ognuno ha potuto portare le sue riflessioni e considerazioni. Si è notato che ogni posizione portava vantaggi e svantaggi , che tutte potevano essere positive o negative e che non esistevano ’ricette’ e regole che potevano garantire in assoluto quale posizione poteva essere considerata la ’migliore’.

Il lavoro avrebbe potuto essere fatto in tempi più lunghi per meglio entrare in merito al tema che si voleva discutere, ma a noi è servito soprattutto per ’sciogliere il ghiaccio’ e prepararsi alla fase successiva dell’incontro di formazione previsto per oggi.

Il risultato è stato decisamente soddisfacente e l’obiettivo di facilitare il dialogo e la conoscenza ci è sembrato raggiunto. Abbiamo visto i ragazzi parlare tra di loro, scherzare, in modo sereno e senza ’pre-giudizi’ o paura di esprimersi e di essere giudicati.

E’ stato più facile del previsto. La risposta è stata pronta e mi è sembrato che da subito si è creata una bella atmosfera di partecipazione e con-divisione.

Grazie ai ragazzi della De Sanctis e del Calamandrei, grazie ai collegni francesi di Brest, grazie ai colleghi di Napoli e alle amiche di Aracne per l’opportunità di aver potuto condividere questa esperienza

Updated: Friday 22 October 2010
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